Dopo una campagna elettorale unilaterale, dove l`unico partito parlamentare a sostenere la fazione del "no" è stato lo Sinn Féin insieme ad un gruppo di piccoli movimenti, gli irlandesi hanno ceduto alla paura di restare isolati e in bancarotta accettando il Trattato di Lisbona.
Il "si" al Trattato è stato sparato in faccia da ogni mass media come unica soluzione per non finire come l`Islanda, il primo paese che fallì completamente ad inizio recessione. Oltre a questo, per la prima volta in questo paese i grandi interessi privati delle multinazionali sono ufficialmente scesi in campo per sostenere la Costituzione europea; la compagnia aerea Ryanair su tutti (€500`000 destinati alla campagna con il dichiarato fine di amicarsi il governo per poter comprare Aer Lingus), il gigante della grande distribuzione Ben Dunne, l`impresa informatica americana Intel e il magnate dei mass media irlandesi Gavin O`Reilly.
Se non bastasse le dirigenze dei sindacati e la chiesa cattolica si sono uniti al coro, in un`eccezionale mistura di sacro e profano.
L`Irlanda è stato l`unico paese i cui cittadini hanno avuto qualcosa da dire sul Trattato (un difetto della loro costituzione), dopo che tutti gli altri governi lo hanno ratificato per vie parlamentari, comprese nel prossimo futuro Repubblica Ceca e Polonia. E` chiaro che i poteri forti irlandesi, a loro volta, non potevano accettare la vittoria del "no" avvenuta nel referendum svolto nel giugno 2008, indicendo così un altro referendum e mettendo in campo una partita basata sulla paura, con un rapporto di forze sproporzionato verso i pro-Treaty.
A dire il vero ci sono stati referendum anche in Francia e in Olanda; i francesi votarono "no" alla Costituzione europea nel maggio 2005, confermato pochi mesi dopo dal referendum olandese. Fu così che gli eurocrati decisero semplicemente di cambiare il nome da "Costituzione per l`Europa" in "Trattato di Lisbona", lasciando intatta la quasi interità del testo, come confermò uno degli autori, l`ex presidente francese Valéry Giscard d'Estaing:
"... È molto, molto simile alla Costituzione... Tutte le proposte precedenti saranno presenti nel nuovo testo, ma saranno nascoste e camuffate in qualche maniera... L`opinione pubblica sarà portata ad accettare, senza farci caso, le proposte che non osiamo presentarle direttamente... Ciò che era già difficile da capire diventerà completamente incomprensibile, ma la sostanza è stata mantenuta... ".

Dichiarazioni che rivelano l`intenzione di instaurare un solco netto tra la classe dirigente e la cittadinanza europea.
Dichiarazioni che avrebbero scatenato la reazione dei nostri padri costituenti che avevano impostato la carta italiana sulla comprensibilità e la concisione dei propri articoli. Ma oggi sappiamo bene quanto sia distante lo spirito di partecipazione da parte del popolo da una parte, e l`intenzione della casta politica italiana di coinvolgerlo dall`altra.
Gli slogan che i due grandi partiti irlandesi moderati di centro-destra (Fianna Fáil e Fine Gael) hanno proposto a favore del Trattato erano la promessa che la ratifica avrebbe portato "investimenti e lavoro per uscire dalla crisi". I laburisti invece hanno dichiarato che sarebbe stato "un importante passo avanti per i diritti dei lavoratori" e la ratifica sarebbe stata necessaria per invertire l`enorme emorragia di posti di lavoro a cui l`isola smeralda sta assistendo. Mentre i verdi addirittura hanno sostenuto che il Trattato di Lisbona fosse "essenziale per la lotta al cambiamento climatico". Come se le politiche economiche della Banca centrale europea (rinvigorite dal Trattato) non fossero la causa del collasso economico, la spinta verso la liberalizzazione dei servizi pubblici non fosse un passo indietro per lavoratori e cittadini, e l`economia sviluppista sempre più estrema dell`Europa non sia una delle cause principali del riscaldamento globale.
E poi la militarizzazione. La creazione dell`Agenzia di Difesa europea, così fortemente voluta dalle lobby dell`industria delle armi (esclusa la Cina, 42 delle 100 più grandi imprese armamentarie sono europee), con le sue continue spinte verso
"... un incremento della spesa militare... ", ha portato ad inserire i due paragrafi 49 e 50 nel Trattato che parlano chiaramente di
"... un progressivo miglioramento delle capacità militari" da parte degli stati membri.
"L`Agenzia (di Difesa europea) contribuisce nei campi di sviluppo delle capacità di difesa, acquisizione di armamenti... e contribuisce a mettere in atto ogni misura utile per il rafforzamento industriale e tecnologico del settore della difesa, e parteciperà nel definire una politica di capacità e armamento europei...".
Da quando l`Agenzia è stata creata nel 2004 i finanziamenti sono passati da 1,9 milioni di euro a 30, e sembra che essa spinga gli stati a destinarle il 2% del p.i.l., il triplo destinato ai paesi in via di sviluppo.
La direzione di questa Unione europea è quella verso l`industria degli armamenti, della guerra continua verso qualche governo fantoccio in possesso di risorse naturali e attrative possibilità di ricostruirlo ma soprattutto, verso lo smercio di armi nelle varie zone di conflitto del pianeta.
In barba alla pomposa "Dichiarazione universale dei diritti umani" che il Trattato ha allegato,
le aziende armamentarie europee hanno rifornito gli elicotteri "Apache" che Israele ha usato per bombardare Libano e la striscia di Gaza, l`equipaggiamento usato per le esecuzioni extragiudiziali da parte del governo colombiano, India e Pakistan nell`eterna guerra di confine che li coinvolge da anni, senza contare le guerre tribali e le pulizie etniche in Africa.
La conferma di tale trend arriverà con l`elezione del presidente del U.e.
Il solo Consiglio formato dai 27 leader europei avrà un potere decisionale enorme, relegando il Parlamento europeo al solo ruolo di poter suggerire emendamenti ed eventualmente bloccare le leggi dell`altro organo principale, il Consiglio dei ministri.
I 27 capi di governo degli stati membri potranno inserire i loro emendamenti nel Trattato di Lisbona, e scegliere il presidente dell`Unione, che tutti prevedono essere il più grande maiale di guerra della storia contemporanea in Europa:
Tony Blair.